Per ridere insieme...
SONO AGENTE DI VIAGGIO
ho un master in vendita, contabilità, relazioni pubbliche, marketing, amministrazione d'impresa, ingegneria, metereologia, informatica, geografia, psicologia, direzione e parlo 8 lingue...
SONO AGENTE DI VIAGGIO
ovvio che ricordo il numero di conferma della prenotazione che Lei mi ha fatto 6 anni fa, anche se Lei non si ricorda se è stata fatta a sua nome o a nome del suo primo marito...
SONO AGENTE DI VIAGGIO
ovvio che sto mentendo quando Le dico che non ci sono più posti alla tariffa più economica e che non ci sono più camere a Venezia per il carnevale prenotando con BEN 3 giorni di anticipo...
SONO AGENTE DI VIAGGIO
non c'è problema a trovarLe 7 suite comunicanti vista mare in zona non fumatori di cui 3 con 2 letti separati e 4 con letti matrimoniali di dimensioni di quelli italiani e sono d'accordo con Lei che è colpa mia che l'hotel non abbia un'area per l'atterraggio del suo elicottero e una piscina privata per ogni suite...
SONO AGENTE DI VIAGGIO
ovvio che so quanto dista un negozio di pelletteria dal suo hotel di San Pietroburgo e che clima ci sarà tra 3 settimane a Seattle...
SONO AGENTE DI VIAGGIO
ovvio che mi è chiaro che quando Lei mi inoltra una richiesta impegnativa per il venerdì in realtà la voleva per il sabato..
SONO AGENTE DI VIAGGIO
no, non c'è nessun problema per noi nel costruire qualche camera in più nell'hotel che Lei preferisce e, già che ci siamo, in questa occasione non ci scorderemo di creare l'area di atterraggio per elicotteri...
SONO AGENTE DI VIAGGIO
so controllare la tariffa aerea per tre persone, fare sei prenotazioni e rispondere a 15 chiamate, tutto nello stesso tempo...
SONO AGENTE DI VIAGGIO
se vuole, signora, le racimolo un po' di sabbia e le invento una nuova isola con uno splendido resort, visto che l'Egitto è troppo caldo, non vuole fare più di 3 ore di volo, ma il Mediterraneo l'ha già visto tutto, alle Canarie c'è vento e il mare è freddo, l'Italia è troppo costosa, la costa spagnola ha il mare brutto e i musulmani le stanno sulle scatole...
SONO AGENTE DI VIAGGIO
è ovvio che sono io responsabile per il pessimo pranzo in aereo, per l'eccessivo traffico aereo e i conseguenti disagi, per gli scioperi, per l'esplosione della macchina noleggiata, per l'overbooking, perchè dovevo immaginare che Lei si aspettava una camera più grande, per la pulizia della camera, per la maleducazione dell'addetto alla reception del suo albergo, perchè doveva essere operata e non aveva assicurazione medica e non si ricorda più che gliel'avevo proposta e sono responsabile anche per l'uragano che ha fatto danni sulla Riviera Maya...
SONO AGENTE DI VIAGGIO
come Le viene in mente che mi dispiaccia se, dopo aver passato 10 ore a preparare il suo viaggio e itinerario, Lei mi dice "alla fine l'ho prenotato da solo in Internet e ho risparmiato più della metà". Ed è ovvio che non me la prendo quando ricevo una chiamata sul cellulare a mezzanotte per dirmi che il biglietto che Lei ha comprato in Internet era in overbooking e che ora Lei è sperso "in mezzo al nulla" e non sa cosa fare visto che Le hanno cancellato la prenotazione e non può chiamare nessun fornitore Internet per una riprotezione su un altro volo...
SONO AGENTE DI VIAGGIO
mi fa piacere quando la gente mi si avvicina nel mezzo di una festa o in spiaggia e si aspetta che io sappia a memoria la tariffa di un volo Madrid-Katmandu e la frequenza Dusseldorf-Dublino...
SONO AGENTE DI VIAGGIO
mi delizia sapere che tutti sono convinti che viaggio ovunque gratis e che conosco anche i paesini più sperduti del mondo...
Io sorrido, simpatizzo, empatizzo, somatizzo, consolo, ascolto, subisco, assisto, rispondo al telefono, prenoto, modifico, stampo i biglietti, controllo i documenti, faccio gli incassi, sbrigo le pratiche con l'assicurazione, mi occupo dei contenziosi e dei rimborsi, lotto con il tour operator, combatto con le compagnie aeree, sorrido ancora, faccio l'archivio, batto a macchina, faccio copie e aggiusto la stampante...
SONO AGENTE DI VIAGGIO...GRAZIE PER AVER FIDUCIA IN ME.
A parte gli scherzi per offerte e consigli,và su www.papermoonviaggi.com
Lettori fissi
venerdì 30 ottobre 2009
VACANZE LOW COST, TOUR OPERATOR IN CRISI
Alcune riflessioni sul turista italiano e sul mondo del turismo.
Siamo davvero sicuri di fare "un affare" quando acquistiamo sul web?
Un bellissimo articolo di Luana de Vita che vi invito a leggere...
Tratto da "IL MESSAGGERO"
30 oct 09
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=78539&sez=HOME_ECONOMIA
Non è in crisi solo il turismo, è in crisi anche il turista. Barcellona si organizza per difendersi dall'invasione del turista "low cost", in particolare italiano: maleducato, ubriacone e rumorosissimo.
Da un'indagine del portale di viaggi Expedia risulterebbe che gli italiani in vacanza si piazzano ai primi posti della classifica stilata dagli albergatori nel mondo tra i peggiori clienti da ospitare: parlano sempre a voce troppo alta, sono maleducati, taccagni e pretendono che tutto il resto del mondo parli italiano perchè non riescono a biascicare due parole in una lingua straniera.
Il turismo di massa esporta le masse, quindi di tutto di più da tutti i paesi e verso tutti i paesi. Ed ecco quindi i nostri italiani impegnati ad esprimere la versione peggiore del made in Italy: siamo maleducati, cafoni insomma. Grazie ai voli a basso costo e ai pacchetti dell'ultimissimo minuto anche la nostra ignoranza si concede le vacanze all'estero.
Ma chi ci guadagna? Nessuno si direbbe, anzi.
La Fiavet annuncia il rischio di chiusura per 3.000 piccole e medie imprese e la perdita di circa 8.000 posti di lavoro, l'Aassociazione di Viaggi-Autotutela pubblica on line il definitivo fallimento del tour operator Teorema e le difficoltà serie di Rallo Viaggi.
Le parole espresse da un responsabile commerciale ai suoi clienti esprimono il dolore e lo sgomento di un settore che sembra non riuscire a sopravvivere a sè stesso:"Non avrei mai voluto scrivere questa mail ma purtroppo è giunto il momento. Da oggi non sono più il rappresentante di Rallo nel Lazio(...)ormai si è arrivati a una situazione tale di non ritorno che era d'obbligo prendere una decisione del genere. Noi commerciali poi eravamo ormai abbandonati a noi stessi da mesi (oltretutto non pagati). Ho dato 9 anni della mia vita professionale per questa azienda e mai avrei pensato di doverne uscire in questo modo. E' una situazione veramente molto triste e non parlo solo di Rallo ma per l'intero nostro settore".
Assotravel intanto denuncia le voci di una probabile "resurrezione" di Todomondo, l'operatore fallito a luglio lasciando migliaia di passeggeri per strada avrebbe, qualche giorno prima di fallire, affittato il ramo d'azienda a un'altra società. Finirono su tutti i giornali in primavera, poi con una nuova società, messa in piedi in estate, probabilmente si stanno preparando per le prossime vacanze di Natale. Li rivedremo a Striscia la Notizia? Ci saranno ancora italiani disposti a comprare on line viaggi di lusso per un pugno di euro convinti di fare i furbi in vacanza con 500 euro in Messico per 2 settimane tutto incluso?
E' questo forse il problema del turismo di massa? Viaggi a due soldi, nessuno ci guadagna, neanche le località turistiche straniere che pagherebbero per non essere intasate dai turisti da 1 euro tasse aeroportuli incluse e neanche gli operatori che per praticare questi prezzi stracciati finiscono con l'affogare nei debiti.
E i viaggiatori? Neanche loro a leggere i comunicati dei "todo-truffati" sul web, hanno comprato on line, pagato e sono rimasti a casa: oltre al danno dei soldi persi, la beffa delle vacanze mai godute.
Ma allora a chi giova?
Non è solo una questione di crisi, è anche una questione di cultura. Cultura personale, prima di tutto. Non si tratta solo di comprare con lo sconto, dovrebbe essere anche una questione di qualità rapportata alla propria esperienza di vita. Andare in giro per il mondo, senza conoscere neanche vagamente la storia del paese in cui si sta per arrivare e avendo poca consapevolezza anche di quella del proprio paese. Senza preoccuparsi di conoscere almeno le coordinate geografiche della località prescelta ma solo lo sconto che offre l'ennesimo operatore a basso costo, magari sul web: a questo è ridotto il turismo in Italia, il turismo di chi lo fa, di chi lo vende e di chi lo compra.
Tutto si riduce all'acquisto e vendita di un bene al consumo sotto costo. Poco importa se non si hanno strumenti per consumare decentemente, ci si ingozza di villaggi "tutto incluso", si pretende la garanzia del piatto di spaghetti e di personale che parla italiano, si pretende il prezzo stracciato e il massimo dei servizi. La domanda è di questo livello, l'offerte si allinea, l'italiano medio esporta il peggio del nostro "italian style", l'industria turistica sembra inacapace di coordinare qualità, prezzi e servizi con la sopravvivenza delle proprie aziende.
Non ci sono grandi margini di guadagno nell'intermediazione di servizi turistici, i tour operator si muovono tra un 30-20% di ricarico lordo, le agenzie di viaggio guadagnano in media un 8-13% lordo sui viaggi che vendono. Non sono questi i ricavi che consentono grandi riprese e grandi investimenti di qualità, forse dovremo rivedere tutto. Forse è meglio legare le ali degli aerei, fermare le navi, chiudere gli albergoni-fabbrica, fermare i pullman dei turisti "mordi e fuggi". Fermiamoci tutti e ripensiamoci, riflettiamo sul turismo che verrà: per chi lo organizza, per chi lo vende e per chi ne dovrebbe godere.
Consigli ed info li trovi anche su www.papermoonviaggi.com
Siamo davvero sicuri di fare "un affare" quando acquistiamo sul web?
Un bellissimo articolo di Luana de Vita che vi invito a leggere...
Tratto da "IL MESSAGGERO"
30 oct 09
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=78539&sez=HOME_ECONOMIA
Non è in crisi solo il turismo, è in crisi anche il turista. Barcellona si organizza per difendersi dall'invasione del turista "low cost", in particolare italiano: maleducato, ubriacone e rumorosissimo.
Da un'indagine del portale di viaggi Expedia risulterebbe che gli italiani in vacanza si piazzano ai primi posti della classifica stilata dagli albergatori nel mondo tra i peggiori clienti da ospitare: parlano sempre a voce troppo alta, sono maleducati, taccagni e pretendono che tutto il resto del mondo parli italiano perchè non riescono a biascicare due parole in una lingua straniera.
Il turismo di massa esporta le masse, quindi di tutto di più da tutti i paesi e verso tutti i paesi. Ed ecco quindi i nostri italiani impegnati ad esprimere la versione peggiore del made in Italy: siamo maleducati, cafoni insomma. Grazie ai voli a basso costo e ai pacchetti dell'ultimissimo minuto anche la nostra ignoranza si concede le vacanze all'estero.
Ma chi ci guadagna? Nessuno si direbbe, anzi.
La Fiavet annuncia il rischio di chiusura per 3.000 piccole e medie imprese e la perdita di circa 8.000 posti di lavoro, l'Aassociazione di Viaggi-Autotutela pubblica on line il definitivo fallimento del tour operator Teorema e le difficoltà serie di Rallo Viaggi.
Le parole espresse da un responsabile commerciale ai suoi clienti esprimono il dolore e lo sgomento di un settore che sembra non riuscire a sopravvivere a sè stesso:"Non avrei mai voluto scrivere questa mail ma purtroppo è giunto il momento. Da oggi non sono più il rappresentante di Rallo nel Lazio(...)ormai si è arrivati a una situazione tale di non ritorno che era d'obbligo prendere una decisione del genere. Noi commerciali poi eravamo ormai abbandonati a noi stessi da mesi (oltretutto non pagati). Ho dato 9 anni della mia vita professionale per questa azienda e mai avrei pensato di doverne uscire in questo modo. E' una situazione veramente molto triste e non parlo solo di Rallo ma per l'intero nostro settore".
Assotravel intanto denuncia le voci di una probabile "resurrezione" di Todomondo, l'operatore fallito a luglio lasciando migliaia di passeggeri per strada avrebbe, qualche giorno prima di fallire, affittato il ramo d'azienda a un'altra società. Finirono su tutti i giornali in primavera, poi con una nuova società, messa in piedi in estate, probabilmente si stanno preparando per le prossime vacanze di Natale. Li rivedremo a Striscia la Notizia? Ci saranno ancora italiani disposti a comprare on line viaggi di lusso per un pugno di euro convinti di fare i furbi in vacanza con 500 euro in Messico per 2 settimane tutto incluso?
E' questo forse il problema del turismo di massa? Viaggi a due soldi, nessuno ci guadagna, neanche le località turistiche straniere che pagherebbero per non essere intasate dai turisti da 1 euro tasse aeroportuli incluse e neanche gli operatori che per praticare questi prezzi stracciati finiscono con l'affogare nei debiti.
E i viaggiatori? Neanche loro a leggere i comunicati dei "todo-truffati" sul web, hanno comprato on line, pagato e sono rimasti a casa: oltre al danno dei soldi persi, la beffa delle vacanze mai godute.
Ma allora a chi giova?
Non è solo una questione di crisi, è anche una questione di cultura. Cultura personale, prima di tutto. Non si tratta solo di comprare con lo sconto, dovrebbe essere anche una questione di qualità rapportata alla propria esperienza di vita. Andare in giro per il mondo, senza conoscere neanche vagamente la storia del paese in cui si sta per arrivare e avendo poca consapevolezza anche di quella del proprio paese. Senza preoccuparsi di conoscere almeno le coordinate geografiche della località prescelta ma solo lo sconto che offre l'ennesimo operatore a basso costo, magari sul web: a questo è ridotto il turismo in Italia, il turismo di chi lo fa, di chi lo vende e di chi lo compra.
Tutto si riduce all'acquisto e vendita di un bene al consumo sotto costo. Poco importa se non si hanno strumenti per consumare decentemente, ci si ingozza di villaggi "tutto incluso", si pretende la garanzia del piatto di spaghetti e di personale che parla italiano, si pretende il prezzo stracciato e il massimo dei servizi. La domanda è di questo livello, l'offerte si allinea, l'italiano medio esporta il peggio del nostro "italian style", l'industria turistica sembra inacapace di coordinare qualità, prezzi e servizi con la sopravvivenza delle proprie aziende.
Non ci sono grandi margini di guadagno nell'intermediazione di servizi turistici, i tour operator si muovono tra un 30-20% di ricarico lordo, le agenzie di viaggio guadagnano in media un 8-13% lordo sui viaggi che vendono. Non sono questi i ricavi che consentono grandi riprese e grandi investimenti di qualità, forse dovremo rivedere tutto. Forse è meglio legare le ali degli aerei, fermare le navi, chiudere gli albergoni-fabbrica, fermare i pullman dei turisti "mordi e fuggi". Fermiamoci tutti e ripensiamoci, riflettiamo sul turismo che verrà: per chi lo organizza, per chi lo vende e per chi ne dovrebbe godere.
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